lunedì 14 settembre 2009

Alessandro Di Meo

Nei giorni scorsi sfruculiavo per il web quando ti incontro Alessandro. Vengo così a scoprire una favola senza fine e scopro anche che i miei amici lo conosco già.
E dirmelo ?
Bè.. comunque adesso non sò da dove cominciare, perchè Alessandro è una persona così fantastica che non trovo le parole.
Sono sicura che, come me, lo conoscerete tramite le tante cose belle che hanno scritto di lui.
Del suo lavoro non se so' molto. Insegna ? E' un luminare della scienza ?
Sò che ha scritto due libri e il secondo è il racconto della sua esperienza di volontario nella ex-Yu e quindi....


Una recensione dice :
"Alessandro in questo libro non parla mai di “beneficiari”, parla di persone, con nomi e cognomi, volti sorrisi, pianti. E non parla solo di “loro”. Parla di se stesso, delle sue emozioni, delle relazioni intrecciate in anni di attività, della rabbia, dell’amore, dell’amarezza, della speranza. Ci ricorda che cooperazione è scambio e non dono.
Questo libro racconta, quindi, della Serbia che Alessandro ha conosciuto attraverso le attività che, insieme ad un gruppo di volontari, ha realizzato in questi anni. Anzi dei serbi che ha conosciuto, anzi, meglio ancora, delle persone che vivono in Serbia, perché Alessandro non fa mai una questione di nazione e non cede a quella tendenza romantica ad iconizzare intere popolazioni arruolandole in massa negli eserciti dei “buoni”, o dei “cattivi”. Le persone sono sempre al centro della sua attenzione.
Non si pensi per questo che questo libro sia meno “politico”.
Al contrario è proprio a partire dalle storie che vengono raccontate che il libro costituisce una denuncia chiara, senza appello, della aggressione della Nato alla (allora) Jugoslavia e della responsabilità che l’Italia si è addossata partecipandovi e, poi, disinteressandosi del tutto delle conseguenze di quella guerra; innanzitutto l’aver creato centinaia di migliaia di profughi e favorito una vera pulizia etnica là dove dichiarava invece di volerla evitare, sino alla affrettata dichiarazione di riconoscimento della separazione unilaterale del Kossovo, mina vagante potenzialmente foriera di ulteriori tragedie nel cuore dell’Europa."


Il libro si intitola
Un sorriso per ogni lacrima
"voli a bassa quota in un dopoguerra jugoslavo" - di Alessandro Di Meo

Un sorriso per ogni lacrima.
E’ la frase che dice Beba alla mamma, perché ha pianto tanto per Sanja, la figlia annegata nel fiume. Tanti sorrisi, al posto di tutto quel pianto, di tutto quel dolore.
Un libro che non è romanzo, né libro di racconti... che voleva essere raccolta di stilettate, di pugnalate… allo stomaco, al fegato, agli occhi, al cuore di ognuno che lo leggerà.
Un libro, quindi, di colpi bassi.
Perché la guerra fa male, sempre.
Spesso, ce ne dimentichiamo, assorti come siamo nelle nostre attività quotidiane, quasi che esse soltanto esistano, quasi che per esse soltanto si debba vivere.
Tutti, invece, potremmo un giorno svegliarci e accorgerci che tutto cambia e precipita verso un vortice che ci inghiottirà.
Perché la guerra è sleale, non ha codici etici, non guarda in faccia a nessuno. E a rimetterci sono sempre gli stessi, i più deboli. Fra questi, i bambini.
Ma proprio perché è un libro dove si parla di bambini, ognuno col suo nome, ognuno con la sua immagine che riporta a una voce, a un gesto, a uno sguardo che sia, allora, un libro di sorrisi.
Perché il sorriso dovrà sempre, avere la meglio.
Dobbiamo costringerci a pensarlo. Anche quando si piange, anche se sembra non essercene più il motivo, bisogna sorridere.
E poi, al sorriso di Beba dobbiamo continuare a credere...


Alessandro Di Meo vive e lavora tra Zagarolo e Roma. Da anni impegnato con l'associazione "Un Ponte per..." in attività di volontariato in solidarietà con le vittime della "guerra permanente", si è occupato in particolare dei profughi e degli sfollati della ex Jugoslavia. Ha già pubblicato, in passato, per Multimage edizioni, una raccolta di racconti-denuncia contro il razzismo strisciante e dilagante nella nostra società: "Quando scelsi il posto dove sarei nato". Parte del ricavato della vendita del libro andrà a finanziare le attività di "Un Ponte per..." in Serbia.

Un sorriso per ogni lacrima
Not kill refugees
Il sito di "Un ponte per..."

1 commenti:

Lina ha detto...

la guerra infinita

http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,Junior%5E23%5E130528,00.html