giovedì 21 agosto 2014

NON SEMPRE LAUREA E INTELLIGENZA VIAGGIANO ASSIEME

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C. P.  io sono andato pure oltre, ho bloccato la persona che si faceva chiama Luda ("la fuori di testa") e pure "strega" mi pare. Lo consiglio in modo da poter valorizzare l'iniziativa di OBC commentando le notizie (e non i commenti dei commenti soprattutto quando provocatori come quelli della "strega pazza") e poter dare un vero contributo alla discussione (soprattutto da parte di chi e' stato o e' testimone sul campo). Si' anche a me risulta che i problemi riguardano il nord kosovo (mitrovica etc) mentre nel resto del kosovo c'e' convivenza tra serbi e albanesi. Addirittura alcuni monasteri ortodossi sono custoditi da suore albanesi come patrimonio storico e culturale di tutti, di quella terra a prescindere da religioni o etnie. E ci mancherebbe...e' come se ci fosse una diatriba tra italia e grecia sui templi di agrigento (magna grecia) e se quindi la sicilia appartenga alla grecia!!! E' questa l'assurdita' dei discorsi schizzofrenici dei serbi. Ripetono questo mantra "kosovo e' serbia" come fosse un incantesimo per far succedere cio' che non e' e non sara' mai. Il kosovo e' uno stato libero e indipendente. E indietro non si torna. E' come andare in giro a blaterare "l'istria e' Italia" ti prenderebbero tutti per fascista, squilibrato o molto confuso.


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@Lina ho dato un occhiata ai link che hai postati ma le fonti sono sempre serbe. Per es l' ansa dice ''... ha riferito una fonte dell'Ufficio governativo serbo per il Kosovo'' Quindi devi capire che per molti di noi è poco credibile

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      ...poco credibile.... tenuto conto che.... se è vero che la JNA era solo a parole (quelle della propaganda comunista con i suoi miti ed esagerazioni) il 4° esercito più forte al mondo (forse per numero di armi)... sicuramente la macchina di propaganda yugoslavia si collocava ai primissimi posti nel mondo, artefice di veri e propri capolavori di manipolazione e falsificazione storica... quando penso a come sia possibile che popoli colti e pieni di cultura (come era il popolo tedesco prima di hitler....e come era quello serbo prima di milosevic) diventino preda di simili ideologie contro l'uomo, trasformandosi in veri e propri zombie o ubriachi di nazionalismo (ovviamente non solo i serbi), la risposta che io do è 1. la catastrofe economica, 2. la propaganda di regime... PS. il mio intervento è forse fuori luogo ma mi sono ricordato che dovevo una risposta dopo il mio ultimo viaggio a Belgrado dove presso la TV di Stato bombardata dalla NATO c'è una scritta "Zasto?", Perchè? La risposta è in quello che è detto. Anche i cattivi "giornalisti" (tra virgolette) che prostituiscono la loro mente per seguire i diktat dei dittatori hanno una responsabilità a volte superiore a quella di chi preme il grilletto.

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Teresa Iannelli attenta lina.. l'avvocato piu' intelligente del mondo di te scrive : Io sono andato pure oltre, ho bloccato la persona che si faceva chiama Luda ("la fuori di testa") e pure "strega" mi pare. Lo consiglio in modo da poter valorizzare l'iniziativa di OBC commentando le notizie (e non i commenti dei commenti soprattutto quando provocatori come quelli della "strega pazza") e poter dare un vero contributo alla discussione (soprattutto da parte di chi e' stato o e' testimone sul campo). 
a.c. .. leggiamo solo i link albanesii che dicono che i serbi sono cattivi ! ah! ah! che intelligentoni su questo profilo !!!!!!!

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Mario Elia ma perchè sig c.p. non si oscura lei ? ha dato una dimostrazione di debolezza non riuscendo a rispondere alla signora


 

giovedì 3 aprile 2014

FATMIR .. IL RE DELLA PIZZA !

Quella che sto per raccontarvi è una storia meravigliosa.
A lungo ho pensato se dirvi tutto esattamente od omettere alcune cose.
Poi mi è venuta in mente quella bambina antipatica che ad ogni incontro di catechismo mi ripeteva sempre la stessa frase: "albanesi tutti ladri".
Così ho deciso di raccontarvi tutto nei dettagli per spiegarvi cosa deve fare un albanese per non essere un ladro.
Sì, perché il protagonista della storia è proprio un ragazzo albanese. Si chiama Fatmir ed è nato a Scutari il 23 Marzo 1968.



Fatmir studia all’Accademia militare e lavora in polizia. Gli stipendi sono molto bassi e un giorno riesce ad avere un visto turistico per venire in Italia. Il giorno dopo il suo arrivo Fatmir già lavora in una azienda agricola come contadino. Scaduti i 15 giorni di permesso, Fatmir non sa che fare.
Tornare al suo paese e continuare a lavorare in polizia o diventare illegale e quindi “criminale” ?
Fatmir decide di rimanere in Italia. Fa tanti lavori in nero e malpagati. Rimpiange il suo posto di poliziotto a Scutari, ma ormai è tardi per tornare.


Così fa quello che fanno tutte le persone disperate: si compra una falsa identità. Ironia della sorte il passaporto falso era di un serbo e da quel momento Fatmir non è più Fatmir, ma Milan. Con una falsa identità Milan trova lavoro facilmente e per 5 anni lavora in una pizzeria al taglio.
Lavora talmente tanto che inizia a mettere su una pizzeria per conto suo, poi una seconda e poi una terza. Tutte attività che vanno a gonfie vele! Nel giro di 5 anni apre 10 pizzerie, poi un ristorante e poi un bar sulla piazza principale di Udine. Tutte le attività vanno alla grande, ma Milan tratta i suoi 100 dipendenti come collaboratori e non come era stato trattato lui. Nessuno lavora in nero, sono tutti regolari.



Ad un certo punto Milan rivuole la sua identità. In una sanatoria si presenta in questura come Fatmir.Al processo Fatmir chiede al giudice : - Ma è possibile condannare una persona che si è autodenunciata? La giudice gli dice di avvicinarsi e gli sussurra : - Non ti immagini nemmeno quanto mi dispiaccia condannarti.Fatmir è dinuovo Fatmir, condannato dalla giustizia italiana, ma re di un grosso impero: "Mondo pizza" che in Friuli è una piccola Mc.Donald. I giornali friulani riportano tutto a caratteri cubitali : “Il re della pizza arriva dall’Albania!” (il Messaggero) e “Stacanovista da record” (il Friuli). La notizia rimbalza anche sui giornali albanesi.



Fatmir riceve attestati di benemerenza dal comune di Udine, dalla provincia di Udine e dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Partecipa a dei dibattiti sull’integrazione (che il nostro governo non conosce!) in piazza del Duomo ad Udine. C’è da ridere perché per fare questo post ho messo il nome di Fatmir in un motore di ricerca e mi è apparso il nostro blog, grazie alla partecipazione di Fatmir ai “gusti di frontiera” e c’è anche da ridere perché il convegno in piazza del Duomo, Fatmir, l’ha fatto con un signore che di nome si chiama Enel. Forse qualche discendente dello scopritore della lampadina !!!


Adesso Fatmir è sereno con la sua famiglia: la moglie Altina e i tre figli, Aurora, Ema ed Eduard. La storia non finisce qui.. anzi direi che parte da qui: da una persona che dovrebbe essere un criminale e che invece ci ha dato una lezione di vita meravigliosa.Io spero un giorno di sedermi ad un tavolo del tuo ristorante con te Fatmir e prendermi, per la prima volta nella mia vita, una grande sbronza, cantando con te questa canzone.



Grazie Milan.. ops !!! Grazie Fatmir !

lunedì 31 marzo 2014

IL SOLDATO E LA PRINCIPESSA



 Ecco qui un grande insegnamento tratto da "Nuovo cinema paradiso"

Una volta un re fece una festa e c’erano le principesse più belle del regno. Ma un soldato che faceva la guardia vide passare la figlia del re. Era la più bella di tutte e se ne innamorò subito. Ma che poteva fare un povero soldato a paragone con la figlia del re! Basta! Ma, finalmente, un giorno riuscì a incontrarla e le disse che non poteva più vivere senza di lei. E la principessa fu così impressionata del suo forte sentimento che disse al soldato: “Se saprai aspettare cento giorni e cento notti sotto il mio balcone, alla fine, io sarò tua!”
Ma, subito il soldato se ne andò là e aspettò un giorno, due giorni e dieci e poi venti. Ogni sera la principessa controllava dalla finestra ma quello non si muoveva mai. Con la pioggia, con il vento, con la neve era sempre là. Gli uccelli gli cacavano in testa e le api se lo mangiavano vivo ma lui non si muoveva. Dopo novanta notti era diventato tutto secco, bianco e gli scendevano le lacrime dagli occhi e non poteva trattenerle poiché non aveva più la forza nemmeno per dormire… mentre la principessa sempre lo guardava. E arrivati alla novantanovesima notte il soldato si alzò, si prese la sedia e se ne andò via.

Ora ho capito perché il soldato andò via proprio alla fine. Sì, bastava un’altra notte e la principessa sarebbe stata sua. Ma lei poteva anche non mantenere la sua promessa. Sarebbe stato terribile. Sarebbe morto. Così invece, almeno per novantanove notti, era vissuto nell’illusione che lei fosse lì ad aspettarlo.

Forse lui, in quei 99 giorni che non poterono essere altro che di meditazione, realizzò che l’amore non è quello, non è una che comanda e l’altro che ubbidisce, una che concede dall’alto la possibilità di genuflettersi, e l’altro che si mortifica, una che pretende e l’altro che sopporta l’insopportabile per esaudire.L’amore è paritetico, l’amore è reciprocità: che se ne faceva di una principessa che dall’alto assisteva tronfia ai suoi sacrifici, al suo sopportare tutto come tributo sull’altare del suo ego? E che rapporto sarebbe mai stato, che vita avrebbe ai condotto con lei? Ammesso che non l’avesse umiliato ancora, disattendendo la sua promessa, cosa gli si presentava, una vita da cavalier servente?

Il mondo di Ifigenia





domenica 9 febbraio 2014

LE FOIBE E GLI STUDENTI ANTIFASCISTI



Questa era la grande paura.. che si prendessero i morti come scusa per una recrudescenza fascista.

Blitz degli studenti antifascisti a San Secondo


lunedì 6 gennaio 2014

THE TIGER'S WIFE



Capelli biondi , viso rotondo e pallido , occhi blu ,  sorridente ,  giovane e   fotogenica . Ecco Téa Obhret , non una starlet di Hollywood , ma una scrittrice tradotta in tutto il mondo. In Italia il suo primo romanzo è stato pubblicato  da Rizzoli . Téa , nata nel 1985 a Belgrado , con “The Tiger’s wife”  ha vinto nel 2011 l'Orange Prize , uno dei premi letterari più prestigiosi del Regno Unito, facendo di lei il più giovane vincitore di questo premio . Questo primo romanzo è uno sguardo  sui Balcani , un mondo lacerato dove si oppongono il prima e dopo la guerra, credenze antiche e la modernità.
Acquisto  “The Tiger’s wife”  in una libreria di Wroklaw, Polonia. È un pomeriggio di pioggia e nebbia e ritorno subito nell’albergo dove trascorro il fine settimana. Raggiungo la mia stanza, mi siedo in poltrona e leggo il romanzo d’ un fiato. È avvincente, la musica delle parole ti prende come i film di Emir Kusturica o i romanzi magici di Garcia Marquez. Durante la lettura bevo vino rosso e fumo un paio di toscani. Per nutrirmi salto la cena e passo direttamente alla colazione del mattino dopo. Una notte di lettura, dal sabato sera alla domenica mattina. Niente Wroclaw by night  e la responsabile è Téa Obreht. 
 Quindi che fare ora, critica letteraria o raccontare? Considerato che non sono un critico letterario, penso sia meglio raccontare un po’, anche per indurre più gente a leggere questo romanzo. L’atmosfera è quella della gloriosa Jugoslavia nella fase finale della sua distruzione. La voce che narra questa storia divisa tra passato e presente è quella di Natalia una giovane medico. Nell’incipit Natalia narra quando piccola il nonno la portava allo zoo di Belgrado a vedere la tigri e le leggeva brani del Libro della Giungla, un libro che il vecchio teneva nella tasca del cappotto e dal quale non si separa mai. 
Da queste lontane visite l’importanza delle tigri nella vita di Natalia. 
Più tardi il nonno racconterà alla nipotina dell’uomo che non muore mai, il nipote della morte che conosce e predice agli altri la fine della vita. 
Natalia viene a saper della morte del nonno quando assieme ad una sua amica e collega Zora, sta andando oltre il confine, in una zona dei Balkani distrutta dalla guerra, a vaccinare dei bambini in un orfanatrofio. Sconvolta nel  venire a sapere che è morto lontano  da casa e dalla famiglia, sebbene le avesse detto che presto l’avrebbe raggiunta scava nella memoria e ricorda gli aneddoti  e le leggende che le narrava. Ben presto Natalia si reca nel villaggio d’ origine del vecchio, di cui mai le ha parlato, alla ricerca del passato e delle radici. Deve anche raccogliere le cose appartenenti al nonno e farlo rapidamente per rispettare il mito antico dei quaranta giorni e delle  quaranta notti dell’anima.
Natalia racconta il nonno e la sua vita . Con lui è un mondo che sparisce,
 le storie sono molte . Un giorno, durante la Seconda Guerra Mondiale , un tigre maschio scappato dallo zoo della città dopo un bombardamento , arriva a Galine . Gli abitanti le daranno la caccia senza tregua, ma invano. Vi è anche la figura sconvolgente della moglie del macellaio, una donna sordo-muta maltrattata dal marito che viene chiamata la “donna del Tigre”, perché si pensa abbia una relazione con la belva. Viene raccontata anche la storia di Darisa il cacciatore d’orsi che non ama né braccare né uccidere questi animali. La sua passione, è imbalsamare le bestie morte per dare loro parvenza di vita.
La Galina che Natalia visita è un villaggio serbo sconvolto dalla guerra , dove nella vita di tutti i giorni si mescolano presente e passato, reale ed immaginario. Anche nel XXI secolo la superstizione gioca un ruolo fondamentale per vivere e sopravvivere.
Fino ad ora si conosceva il realismo magico dell’America del Sud, ora grazie a Téa abbiamo anche la versione balcanica.

Francesco Cecchini

giovedì 20 settembre 2012

La mamma degli stupidi è sempre incinta

Non discutere con lo stupido.. ti porta al suo livello e ti batte con l'esperienza.
 
P
Ciao, mi farebbe piacere scambiare qualche messaggio con te se ti è gradito - Sono di Napoli ma vengo a Torino ogni settimana per lavoro, per questa ragione è scritto Torino o Napoli come mia città ... sarai così gentile da rispondermi seppur solo con un semplice "no grazie"?
L
napoli??? NO GRAZIE!
P
bastava un no grazie !!! ... comunque grazie a te per la risposta !!! non ti disturberò più !
L
meno male
P
un bagno d'umiltà non ti farebbe niente male sai?
L
a voi farebbe bene un bel bagno di lava...la speranza che ci pensi il vesuvio è sempre forte
P
la cosa più triste non è quello che hai detto ... ma è che una bella ragazza come te possa essere così stupidamente boriosa e prevenuta ... solo questo mi rattrista credimi
L
anche a me rattrista che voi napoletani venite considerati abitanti della nazione italia e da qua viene la voglia mia come di tanti altri ITALIANI che voi scompariate...
P
mamma mia !!! ... che peccato ... beh meno male che sei una bella ragazza altrimenti la tua scemenza non ti permetterebbe di avere nemmeno un compagno ... ovviamente del nord e razzista come te ... comunque penso che nemmeno tu ci creda tanto a quello che dici .. non posso proprio pensare che ci credi davvero .. sarebbe proprio una cosa impensabile
L
impensabile come il fatto che a gente come te sia permesso di lavorare in italia
P
a questo punto credo che tu faccia sul serio ... le stupidate che dici mi impediscono di scendere al tuo livello ... preferisco ritirarmi adesso perchè altrimenti vinceresti con la tua esperienza ... buona vita ... non ce l'ho con te .. e neanche con chi ti ha messo in mente queste stronzate .. ce l'ho con chi non ha tentato di farti ragionare con la tua testa, che a dispetto di te credo che sia migliore di quello che fai vedere ... di nuovo buona vita ... io mi fermo qui !!!
L
ok spero che il tuo fermarti qui sia in tutti i sensi...sarebbe una felicità sapere di un napoletano in meno che non crepa in una sparatoria o soffocato sotto le buste di immondizia...buona corta vita anche a te
 

domenica 29 luglio 2012

Caro dolce Panzerotto Ciccio

La frase storica del Panzerotto è piaciuta talmente tanto che ne hanno fatto una pagina face book !!!!


  • Bisogna sempre cogliere i momenti belli … senza pensare troppo al futuro e senza aver timore che forse questi non si protrarranno o ripeteranno … bisogna viverli ed assaporarli nell’attimo stesso in cui essi si manifestano … credo sia saggio considerare i momenti belli come fossero perle preziose ed usarle nell’immediato … quindi ti dico: … con 1 perla ti puoi fare un anello … con 2 un paio di orecchini … con 3 entrambi … ma non aspettare mai di avere tutte le perle per farti una collana, potresti non indossarla mai !!! (by Pino)

mercoledì 25 aprile 2012

La piccola anima

C’era una volta, in un luogo fuori dal tempo, una Piccola Anima che disse a Dio: “Io so chi sono!” “Ma è meraviglioso! E dimmi, chi sei?” chiese il Creatore. “Sono la Luce!” Il volto di Dio si illuminò di un grande sorriso. “E’ proprio vero! Tu sei la Luce.” La Piccola Anima si sentì tanto felice, perchè aveva finalmente scoperto quello che tutti i suoi simili nel Regno avrebbero dovuto immaginare. “Oh”, mormorò, “è davvero fantastico!” Ben presto però, sapere chi era non fu più sufficiente. Sentiva crescere dentro di sè una certa agitazione, perchè voleva essere ciò che era. Tornò quindi da Dio (un’idea niente male per chiunque desideri essere Chi è in realtà) e, dopo aver esordito con un: “Ciao, Dio!” domandò: “Adesso che so Chi Sono, va bene se lo sono?” E Lui rispose: “Intendi dire che vuoi essere Chi Sei Già?” “Beh, una cosa è saperlo, ma quanto a esserlo veramente… Insomma, io voglio capire come ci si sente nell’essere la Luce!” “Ma tu sei la Luce”, ripetè Dio, sorridendo di nuovo. “Si, ma voglio scoprire che cosa si prova!” piagnucolò la Piccola Anima. “Eh, già” ammise il Creatore nascondendo a malapena una risatina, “avrei dovuto immaginarmelo. Hai sempre avuto un grande spirito d’avventura.” Poi cambiò espressione. “Però, però… C’è un problemino..” “Di che si tratta?” “Ebbene, non c’è altro che Luce. Vedi io ho creato solo ciò che sei e, di conseguenza, non posso suggerirti nulla per sentire Chi Sei, perchè non c’è niente che tu non sia.” “Ehh?” balbettò la Piccola Anima, che a quel punto faceva fatica a seguirlo. “Mettiamola in questo modo”, spiegò Dio. “Tu sei come una candela nel Sole. Oh, esisti, indubbiamente. In mezzo a milioni di miliardi di altre candele che tutte insieme lo rendono ciò che è. E il sole non sarebbe il Sole senza di te. Senza una delle sue fiammelle rimarrebbe una semplice stella… perche’ non risulterebbe altrettanto splendente. E, dunque, la domanda è questa: Come fare a riconoscersi nella Luce quando se ne è circondati ?” “Ehi”, protestò la Piccola Anima, “il Creatore sei tu. Escogita una soluzione !” Lui sorrise di nuovo. “L’ho già trovata”, affermo’. “Dal momento che non riesci a vederti come Luce quando sei dentro la luce, verrai sommerso dalle tenebre.” “E che cosa sarebbero queste tenebre” “Sono ciò che tu non sei” fu la Sua risposta. “Mi faranno paura?” “Solo se sceglierai di lasciarti intimorire”, lo tranquillizzò Dio. “In effetti, non esiste nulla di cui avere paura, a meno che non sia tu a decidere altrimenti. Vedi, siamo noi a inventarci tutto. A lavorare di fantasia.” “Ah, se è così…” fece un sospiro di sollievo la Piccola Anima. Poi Dio proseguì spiegando che si arriva alla percezione delle cose quando ci appare il loro esatto opposto. “E questa è una vera benedizione”, affermò, “perchè, se così non fosse, tu non riusciresti a distinguerle. Non capiresti che cos’è il Caldo senza il Freddo, ne’ che cos’è Su se non ci fosse Giù, ne’ Veloce senza Lento. Non sapresti che cos’è la Destra in mancanza della Sinistra, e neppure che cosa sono Qui e Adesso, se non ci fossero La’ e Poi. Perciò – concluse - quando le tenebre saranno ovunque, non dovrai agitare i pugni e maledirle. Sii piuttosto un fulgore nel buio e non farti prendere dalla collera. Allora saprai Chi Sei in Realtà, e anche tutti gli altri lo sapranno. Fa’ che la tua Luce risplenda al punto da mostrare a chiunque quanto sei speciale!” “Intendi dire che non é sbagliato fare in modo che gli altri capiscano il mio valore?” chiese la Piccola Anima. “Ma naturalmente!” ridacchiò Dio. “E’ sicuramente un bene! Rammenta, però, che non significa . Tutti sono speciali, ognuno a modo proprio! Tuttavia, molti lo hanno dimenticato. Capiranno che è buona cosa esserlo nel momento in cui lo comprenderai tu.” “Davvero?” esclamò la Piccola Anima danzando, saltellando e ridendo di gioia. “Posso essere speciale quanto voglio?” “Oh, si, e puoi iniziare fin da ora”, rispose il Creatore che danzava, saltellava e rideva a Sua volta. “In che modo ti va di esserlo?” “In che modo? Non capisco.” “Beh”, suggerì Dio, “essere la Luce non ha altri significati, ma l’essere speciali può essere interpretato in vari modi. Lo si è quando si è teneri, o quando si è gentili, o creativi. E ancora, si è speciali quando ci si dimostra pazienti. Ti vengono in mente altri esempi?” La Piccola Anima rimase seduta per qualche istante a riflettere. “Ne ho trovati un sacco!” esclamo’ infine. “Rendersi utili, e condividere le esperienze, e comportarsi da buoni amici. Essere premurosi nei confronti del prossimo. Ecco, questi sono modi per essere speciali!”. “Si!” ammise Dio, “e tu puoi sceglierli tutti, o trovare qualsiasi altro modo per essere speciale che ti vada a genio, in ogni momento. Ecco che cosa significa essere la Luce.” “So cosa voglio essere, io so cosa voglio essere!” annunciò la Piccola Anima sprizzando felicità da tutti i pori. E ho deciso che sceglierò quella parte che viene chiamata . Non è forse speciale essere indulgenti? “Oh, certo”, assicurò Dio. “E’ molto speciale.” “Va bene, è proprio quello che voglio essere. Voglio saper perdonare. Voglio Fare Esperienza in questo modo.” “C’è una cosa però che dovresti sapere.” La Piccola Anima fu quasi sul punto di perdere la pazienza. Sembrava ci fosse sempre qualche complicazione. “Che c’è ancora?” ribattè con un sospiro. “Non c’è nessuno da perdonare”, disse Dio. “Nessuno?” Era difficile credere a ciò che aveva appena udito. “Nessuno”, ripetè il Creatore. “Tutto ciò che ho creato è perfetto. Non esiste anima che sia meno perfetta di te. Guardati attorno.” Solo allora la Piccola Anima si rese conto che si era radunata una grande folla. Tanti altri suoni simili erano arrivati da ogni angolo del Regno perchè si era sparsa la voce di quella straordinaria conversazione con Dio e tutti volevano ascoltare. Osservando le innumerevoli altre anime radunate li’ intorno, non potè fare a meno di dare ragione al Creatore. Nessuna appariva meno meravigliosa, meno magnifica o meno perfetta. Tale era il prodigio di quello spettacolo, e tanta era la Luce che si sprigionava tutt’attorno, che la Piccola Anima riusciva a malapena a tenere lo sguardo fisso sulla moltitudine. “Chi, dunque, dovrebbe essere perdonato?” tornò alla carica Dio. “Accidenti, mi sa proprio che non mi divertirò! Mi sarebbe tanto piaciuto essere Colui Che Perdona. Volevo sapere come ci si sente a essere speciali in quel senso.” La Piccola Anima capì, in quel momento, che cosa di prova a essere tristi. Ma un’Anima Amica si fece avanti tra la folla e disse: “Non te la prendere, io ti aiuterò.” “Dici davvero? Ma che cosa puoi fare?” “Ecco, posso offrirti qualcuno da perdonare!” “Tu puoi…” “Certo! Posso venire nella tua prossima vita e fare qualcosa che ti consentirà di dimostrare la tua indulgenza.” “Ma perchè? Per quale motivo?” chiese la Piccola Anima. “Sei un Essere di suprema perfezione! Puoi vibrare a una velocità così grande da creare una Luce tanto splendente da impedirmi quasi di guardarti! Che cosa mai potrebbe indurti a rallentare le tue vibrazioni fino a offuscarla? Che cosa potrebbe spingere te -che sei in grado di danzare in cima alle stelle e viaggiare per il Regno alla velocità del pensiero- a calarti nella mia vita e divenire tanto pesante da compiere questo atto malvagio?” “E’ semplice”, spiegò l’Anima Amica, “perchè ti voglio bene.” Sentendo quella risposta, lo stupore invase la Piccola Anima. “Non essere tanto meravigliato, Piccola Anima. Tu hai fatto lo stesso per me. Davvero non ricordi? Oh, abbiamo danzato insieme molte volte, tu e io. Nel corso di tutte le età del mondo e di ogni periodo storico, abbiamo ballato. Abbiamo giocato per tutto l’arco del tempo e in molti luoghi. Solo che non te ne rammenti. “Entrambi siamo stati Tutto. Siamo stati Su e Giu’, la Sinistra e la Destra, il Qui e il La’, l’Adesso e il Poi; e anche maschio e femmina, bene e male: siamo ambedue stati la vittima e l’oppressore. Ci siamo incontrati spesso, tu e io, in passato; e ognuno ha offerto all’altro l’esatta e perfetta opportunità di Esprimersi e di Fare Esperienza di Ciò che Siamo in Realtà.” “E quindi”, continuò a spiegare l’Anima Amica, “io verrò nella tua prossima vita e, questa volta, sarò il . Commenterò nei tuoi confronti qualcosa di veramente terribile, e allora riuscirai a provare come ci si sente nei panni di Colui Che Perdona”. “Ma che cosa farai”, domandò la Piccola Anima, leggermente a disagio, “da risultare tanto tremendo?” “Oh”, rispose l’Anima Amica strizzando l’occhio, “ci faremo venire qualche bella idea”. Poi soggiunse a voce bassa: “Sai, tu hai ragione riguardo a una cosa”. “E quale sarebbe?” “Dovrò diminuire alquanto le mie vibrazioni, e aumentare a dismisura il mio peso per commettere questa brutta cosa. Mi toccherà fingere di essere ciò che non sono. E quindi, ti chiedo in cambio un favore.” “Oh, qualsiasi cosa, qualsiasi cosa!” gridò la Piccola Anima, che intanto ballava e cantava. “Riuscirò a perdonare, riuscirò a perdonare!” Poi si rese conto del silenzio dell’Anima Amica e allora chiese: “Che cosa posso fare per te? Sei davvero un angelo, sei così disponibile ad accontentarmi!” “E’ naturale che sia un angelo!” li interruppe Dio. “Ognuno di voi lo e’! E rammentatelo sempre: Io vi ho mandato solo angeli.” A quel punto la Piccola Anima sentì ancora più forte il desiderio di esaudire la richiesta e chiese di nuovo: “Che cosa posso fare per te?” “Quando ti colpirò e ti maltratterò, nell’attimo in cui commetterò la cosa peggiore che tu possa immaginare, in quello stesso istante …” “Si? Si…” “Dovrai rammentare Chi Sono in Realtà”, concluse l’Anima Amica gravemente. “Oh, ma lo farò!” esclamò la Piccola Anima, “lo prometto! Ti ricorderò sempre così come sei qui, in questo momento!” “Bene”, commentò l’Anima Amica, “perchè, vedi, dopo che avrò finto con tanta fatica, avrò dimenticato chi sono. E se non mi ricorderai per come sono, potrei non rammentarmelo per un sacco di tempo. Se mi scordassi Chi Sono, tu potresti addirittura dimenticare Chi Sei, e saremo perduti entrambi. E allora avremmo bisogno di un’altra anima che venisse in nostro soccorso per rammentarci Chi Siamo.” “No, questo non accadrà!” promise la Piccola Anima. “Io ti ricorderò! E ti ringrazierò per avermi fatto questo dono: l’opportunità di provare Chi Sono.” Quindi, l’accordo fu fatto. E la Piccola Anima andò verso una nuova vita, felice di essere la Luce e raggiante per la parte che aveva conquistato, la Capacità di Perdonare. Attese con ansia ogni momento in cui avrebbe potuto fare questa esperienza per ringraziare l’anima che con il suo amore l’aveva resa possibile. E in tutti gli istanti di quella nuova vita, ogni qualvolta compariva una nuova anima a portare gioia o tristezza –specialmente tristezza- ricordava quello che aveva detto Dio. “Rammentatelo sempre”, aveva affermato con un sorriso, “Io vi ho mandato solo angeli”. Di Greta blu

martedì 3 gennaio 2012

Armiamoci e partite


Ciao Gigi, sai che non scrivo mai su fb, stavolta devo raccontarti della
mia passeggiata del 1° gennaio a via Caracciolo.
Ho deciso con mia moglie di fare un giro, vista la magnifica giornata, sul
lungomare, unica cosa gratuita(??!) ancora consentitaci, quindi ivi giunto ho
parcheggiato l'auto regolarmente nella trav. prospiciente l'attracco degli
aliscafi.
Abbiamo quindi attraversato la strada ed iniziata la nostra passeggiata.
Il marciapiede lato mare era transitabile per 1/3 della sua dimensione a
causa dei venditori ambulanti, rigorosamente axtra-comunitari africani, che
occupavano con esposizioni su teli da circa 2 X 3m. il lato mare del
marciapiede.
In alcuni punti, visto l'interese dei passeggiatori fermi per osservare, era
impossibile vedere il mare. Inoltre i 300 venditori occupavano 2/3 del
marciapiede costringendo le migliaia di persone a blocchi e gimkane per
districarsi nel groviglio senza urtarsi.
Arrivato all'incrocio con il consolato U.S. , dove inizia il tratto solo
pedonale, ho notato la presenza dei nostri beneamati VV.UU., con tanto di auto
e furgoni di servizio, i quali intenti allo scambio di auguri, baci ed
abbracci- pacche sulle spalle- e risate compiaciute, ben si guardavano dal dare
importanza a quanto avveniva sotto i loro VIGILI occhi.
Pertanto giunto alla confluenza con la villa Comunale ho avuto la brillante
illuminazione: "attraversiamo ed andiamo a dare un'occhiata alle vetrine chiuse
di via Dei Mille etc., anche se sono chiuse almeno le vediamo perche il mare,
il panorama sono destinati ad altri.
Non voglio annoiarvi oltre, aggiungo solo che:
giunto alla macchina ho trovato una multa per mancato pag. del grattino
(pensavo che pagando ICI - TARSU - IRPEF etc.) almeno nei festivi fosse
gratuito.
Propongo che si invertano gli svantaggi: paghino loro, ICI - TARSU - IRPEF
etc., e ci lascino godere, a noi ed ai nostri figli-nipoti, il mare e la vista
della nostra citta' nella quale siamo nati e lottiamo per sopravvivere e
migliorarla.
P.S. Voglio essere un VV.UU: !!!!!!!
Sergio

Sergio, noi nn possiamo fare niente purtroppo. Più andiamo avanti peggio
sarà....,purtroppo!
Luigi

ok Sergio... ma anche tu poi prendi il posto loro e loro il tuo, perchè si fa
infretta a dire : paghino ! bisogna vedere se noi riusciamo a fare la loro vita
per nn pagare. uno che si lamenta perchè nn vede il mare .. già mi immagino
cosa farebbe e quanti lamenti avrebbe se avesse la pancia vuota
Ciro

giovedì 22 dicembre 2011

Rosario in 20 min

Rosario — 13:21
ciao nannarella piacere rosario ti va di parlare un po?
Nannarella — 13:22
adesso nn posto stare al pc.. magari un'altra volta
Rosario — 13:22
peccato, io nn ragiono cn quel coso ma volevo parlare cn te
Nannarella — 13:23
vedrai che ci sarà un momento tranquillo....
Rosario — 13:23
domani mattina?
Rosario — 13:24
o possiamo sentirci al tel?
Nannarella — 13:25
tel no... domani nn so'.. sono giorni difficili
Rosario — 13:25
volevo conoscerti se ti do il mio num mi chiami?
Nannarella — 13:26
allora ragioni con quel coso !
Rosario — 13:26
no voglio conoscerti anna
Rosario — 13:26
nn voglio perdere il tuo contatto in chat e difficile incontrarsi di nuovo
Nannarella — 13:27
mettimi tra i preferiti
Rosario — 13:27
questo lo farò di sicuro ma nn ci sono sempre in chat di che zona di napoli ?
Rosario — 13:29
anna x favore rispondimi
Nannarella — 13:29
non sono a napoli.. adesso sono in serbia
Rosario — 13:29
quando rientri?
Nannarella — 13:29
nn so'.. forse ad agosto
Rosario — 13:30
va be ma mi stai prendendo in giro?
Nannarella — 13:30
no.. perchè ?
Rosario — 13:30
nn lo so ho questa impressione
Nannarella — 13:30
quando sto a napoli sto a mergellina.. vicino all'asl 1
Rosario — 13:31
ma abiti li?
Nannarella — 13:32
si.. abito a mergellina.. ma da settembre sono in serbia .. a cacak 150 km
sotto a belgrado .. sei già stato ?
Rosario — 13:33
no ma mi piacerebbe visitare la serbia
Nannarella — 13:33
è bellissima !
Rosario — 13:34
lo immagino ho amici che ci sn stati a belgrado
Rosario — 13:34
ti sei sposata?
Nannarella — 13:35
ma dai.. quando ? si.. sposatissima
Rosario — 13:35
2 anni fa
Nannarella — 13:36
mi piacerebbe parlare con loro
Rosario — 13:36
xke?
Nannarella — 13:36
per sapere cosa ne pensano della serbia
Rosario — 13:37
dicono che e bellissima
Nannarella — 13:37
è verooooooooooooooooooo !!!!!!!!!!!!!!!!
Rosario — 13:37
lo credo , cm fare x conoscerti ?
Nannarella — 13:38
impossibile !
Rosario — 13:40
xke?
Nannarella — 13:41
perchè nn ho mai conosciuto nessuno e nemmeno mi interessa conoscere gente
nuova.. già nn riesco a vedere gli amici che ho già
Rosario — 13:42
ok bella risposta mi hai dato ti saluto ciao
Rosario — 13:43
sei stata molto acida !!!!!!!
ci è fatt à pall,fatti suora e vaffancul.....